Riflettendo sulla mia crescita professionale degli ultimi anni sono arrivata ad un paio di conclusioni che vorrei condividere con le persone che mi leggono. Parlo di crescita perché, senza ostentare una modestia stucchevole ed ingiustificata, credo che di crescita si tratti. L’evoluzione e il cambiamento sono una costante della vita, ma non sono sinonimi di ‘crescita’. Credo che nel mio caso, il fatto che di recente l’evoluzione sia coincisa con la crescita dipenda principalmente da due fattori.
Il primo è la costante cura di me stessa. Penso che il prendersi cura di se dovrebbe essere un dogma per le persone che lavorano nella salute mentale.
Prendersi cura di se non significa “Dover-essere-sempre-al-top”. Siamo curanti, non supereroi. Non siamo fatti di titanio, ma di ossa e di carne.
Prendersi cura di se significa non perdere di vista l’importanza che ha la propria integrità. Significa mantenere una coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. I pazienti respirano le nostre parole, i nostri sguardi, il nostro calore, le nostre movenze. Credi in quello che dici e fai, i pazienti lo sentiranno.
Il secondo fattore è che metto sempre in dubbio le conoscenze che ho. Ogni paziente ha qualcosa da insegnarti, ascoltalo.
Curare i disturbi alimentari significa aiutare l’altro che si è perso a rientrare nel mondo, e il protocollo per fare questa cosa non sta scritto da nessuna parte. Bisogna avere pazienza e umiltà. Curare la persona e non la malattia.
La guarigione è un concetto sfumato, intimo e personale, ed è comunque una cosa molto diversa dalla cura. Tra la cura e la guarigione c’è una distanza estremamente variabile, ed estremamente variabile è il significato di guarigione.
Ai nostri pazienti parliamo spesso di gratitudine. Oggi voglio ringraziarvi io, per quello che ci insegnate, per le emozioni che ci regalate, per la fiducia e per la stima che riponete in noi.
Non nascondo che talvolta fare questo lavoro sia molto faticoso. Continuo a farlo con la stessa energia perché non riesco ad immaginare la mia vita diversamente. Amo profondamente il mio lavoro e spero di continuare ad amarlo così per il resto della vita.

