Mi sono sempre chiesta come gli altri riuscissero a incastrarsi in quel modo nel mondo, io che avevo imparato ad esistere soltanto osservandolo senza entrarci, io che riuscivo a definirmi soltanto in opposizione agli altri, gli altri che io rifiutavo ma che esigevo.
Ammalarmi di un disturbo alimentare mi ha salvato la vita, finalmente riuscivo a danzare anche io, finalmente la mia presenza non strideva, finalmente di esistere ero capace anche io.
Avrei dato la vita per sfamare quell’incoscienza, fa un male bestiale, la consapevolezza della realtà.
Mi hanno detto che imparare a vivere è possibile, mi hanno detto che per farlo, devo essere pronta a lasciare quell’unico modo che conosco, puoi capire quanto è devastante?
Ogni mattina che mi sveglio, apro gli occhi e osservo per cinque minuti il soffitto, è così che cerco la forza.
Cerco la forza perché temo la vita, temo la vita perché la amo, come si impara a non temere quello che si ama?
Mi stanno insegnando ad accettare che a certe domande possa non corrispondere la certezza di una risposta.
Mi stanno insegnando a fermarmi lì.
Lì dove dico che amo la vita.

Screenshot
Nei panni di un paziente…

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